West Nile Disease (Febbre del Nilo Occidentale)

Ordinanza del Sindaco n. 5 del 08/06/2026 recante "Adozione di misure di prevenzione e di controllo della West Nile Disease (Febbre del Nilo Occidentale), del virus Usutu e, in generale, di altre malattie virali trasmesse da insetti vettori, in particolare da zanzare o da altri artropodi."
Data:

08/06/2026

Descrizione

L’intero territorio della Regione Sardegna è classificato tra le aree ad Alto Rischio di trasmissione del virus della West Nile Disease in quanto si sono ripetutamente osservati, negli anni precedenti, episodi di infezione nell’uomo e negli animali.

La West Nile Disease (WND) o Febbre del Nilo Occidentale, è una malattia causata da un virus trasmesso dalle zanzare capace di causare forme asintomatiche, forme simil influenzali e, nei casi più gravi, forme neuro-invasive (sintomi nervosi a seguito di meningo-encefalite) negli uccelli, negli equidi e nell’uomo.

I serbatoi del virus sono gli uccelli, sia migratori che stanziali, e le zanzare. Gli uccelli in particolare sono i principali serbatoi e amplificatori del virus e svolgono un ruolo essenziale nella diffusione del virus in nuove aree geografiche anche tra loro molto distanti.

Essendo una malattia trasmessa tramite le zanzare infette, che fungono da vettori del virus, si manifesta con un andamento per lo più stagionale, in particolare nel periodo dell’anno coincidente con la massima attività dei suddetti insetti pungitori (mediamente, da aprile a dicembre).

Differenti generi e specie di zanzare (principalmente Culex pipiens o zanzara comune) si infettano del virus West Nile pungendo gli uccelli infetti (uccelli viremici) e trasmettono il virus con le successive punture ad altri uccelli.

Specialmente nel periodo con elevata attività degli insetti pungitori, le zanzare possono trasmettere il virus anche a mammiferi ospiti accidentali, tra cui l’uomo e il cavallo.

Tendenzialmente sono zanzare che hanno un limitato raggio di spostamento e la loro attività è prevalentemente crepuscolare. Esse non si allontanano molto dai siti di riproduzione ossia dalle raccolte d’acqua stagnante ove vengono depositate le uova e dalle quali schiudono le larve che si accrescono in acqua sino allo stadio di pupa (ultimo stadio acquatico). Per prevenire la loro proliferazione e le loro punture, occorre pertanto, in primo luogo, evitare la formazione di ristagni d’acqua ed attuare trattamenti larvicidi.

Allorché cavalli e uomo sono interessati dall’infezione virale, il ciclo evolutivo della West Nile non riesce a perpetuarsi in quanto nei mammiferi il virus non raggiunge, nel sistema circolatorio, concentrazioni sufficientemente elevate per infettare le zanzare vettori e trasmettere la malattia ad altri soggetti: per tale motivo sia l’uomo che i cavalli sono considerati “ospiti terminali dell’infezione” o anche “ospiti accidentali a fondo cieco”, incapaci di trasmettere l’infezione ad altri uomini o ad altri cavalli. Gli unici modi possibili di contagio della malattia da uomo a uomo sono rappresentati dalle trasfusioni di sangue e dai trapianti di organi e tessuti nei soli casi in cui non siano stati effettuati i previsti controlli di screening in laboratorio.

È stata inoltre descritta anche la trasmissione del virus dalla madre al bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento.

In altri termini, la zanzara comune (Culex pipiens), non si infetta pungendo un essere umano o un cavallo portatori del virus, ma può trasmettere ad essi il virus solamente dopo averlo acquisito da uccelli infetti.

Nell’uomo l’infezione da West Nile Disease decorre senza alcun sintomo nell’80% circa dei casi. Nel restante 20% circa si verifica una sintomatologia simil-influenzale, nota appunto come febbre di West Nile avente un decorso di circa una settimana caratterizzata da un periodo di incubazione di 2-14 giorni, con febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, possibili eruzioni cutanee e linfonodi ingrossati.

In meno dell’1% dei casi, in particolare nei soggetti anziani, nei soggetti immunocompromessi o nei soggetti con concomitante presenza di altre patologie, la malattia si può manifestare come forma neuro-invasiva con sintomi neurologici: febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti.

Nei casi più gravi (circa uno su mille) il virus può causare una meningo encefalite letale.

Nei cavalli la West Nile, nella maggior parte dei casi, decorre in forma asintomatica: è stato stimato che circa il 10% degli animali infetti sviluppa la forma clinica simil influenzale e, in minor percentuale, la forma neuro-invasiva con sintomatologia neurologica talora letale.

Qualsiasi manifestazione di sintomatologia nervosa nell’uomo e negli equidi deve essere immediatamente denunciata alla ASL per gli opportuni esami diagnostici.

In campo umano non esiste un vaccino per i virus della West Nile e Usutu così come non esiste una specifica terapia.

Per gli equidi esiste la possibilità della vaccinazione contro la West Nile oltre alle misure preventive generali volte a limitare il contatto con gli insetti.

L’attività di sorveglianza attuata dai Servizi Medici e Veterinari della ASL e dell’Istituto Zooprofilattico, in collaborazione con la Provincia, il Comune, il Corpo Forestale dello Stato, l’Agenzia Forestas e i Cittadini, ha come principale obiettivo l’individuazione, il più precocemente possibile, della circolazione virale negli uccelli e nelle zanzare nonché l’individuazione precoce del passaggio del virus dagli uccelli all’uomo e agli equidi per il tramite delle zanzare.

La costante attività di sorveglianza è attuata sugli uccelli, sugli insetti vettori rappresentati dalle zanzare tramite apposite trappole, sui casi di sintomatologia nervosa negli equidi, e sui casi umani.

La conferma della circolazione del virus negli uccelli, nelle zanzare, nei cavalli e nell’uomo da luogo all’attivazione dei controlli sistematici di laboratorio nei casi di trasfusioni di sangue e di trapianti di organi e tessuti in campo umano.

Il meno noto virus Usutu (USUV) è anch’esso capace di indurre sia mortalità significativa tra le popolazioni di alcune specie di uccelli sia sintomi nell’uomo anche se la capacità di indurre forme cliniche neuro-invasive sembra essere, ad oggi, limitata a poche e sporadiche segnalazioni.

I due virus West Nile e Usutu condividono cicli di trasmissione simili ovvero si trasmettono tra uccelli nonché tra uccelli e mammiferi per il tramite di zanzare (soprattutto del genere Culex) pertanto è previsto un approccio congiunto per la prevenzione delle infezioni da questi due virus.

Si evidenzia che il controllo delle infestazioni da insetti vettori e da altri artropodi è utile a prevenire anche numerose altre infezioni virali che interessano l’uomo, tra le quali si citano:

  • ­   le infezioni da virus Dengue, Chikungunya e Zika trasmesse principalmente dalla cosiddetta “zanzara tigre” (Aedes albopictus, particolarmente attiva in orari diurni);
  • ­   l’infezione dal virus Toscana trasmesso da pappataci o flebotomi (insetti simili a zanzare di piccole dimensioni: Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi);
  • ­   l’encefalite virale da zecche (quest’ultimo virus è, invece, trasmesso dalle zecche ed infetta l’uomo e diverse specie animali).

I cittadini, in particolare se appartenenti alle categorie a rischio (soggetti anziani e soggetti immunocompromessi), devono prestare particolare attenzione a proteggersi dalle punture di zanzare, di pappataci (flebotomi) e di altri artropodi tra i quali le zecche, in quanto responsabili della trasmissione di diversi virus.

A cura di

Ufficio del Sindaco

Il Sindaco rappresenta il Comune ed è l’organo responsabile dell’amministrazione.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 08/06/2026 12:32

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